
Ogni anno, in occasione della Giornata della Terra, le discussioni sugli edifici sostenibili si concentrano su pannelli solari, pompe di calore e materiali a basse emissioni di carbonio. Raramente si parla di impianti antincendio a sprinkler. Questa situazione deve cambiare.
Quando un edificio brucia senza che vengano presidiati gli incendi, la distruzione visibile è solo una parte del problema. La conseguenza meno evidente è il costo in termini di emissioni di carbonio: gas serra rilasciati nell'atmosfera, detriti tossici trasportati in discarica e il carbonio incorporato in tutti i materiali necessari per la ricostruzione. Nel complesso, questi costi possono superare di gran lunga le perdite finanziarie dirette. La ricerca è inequivocabile. È ora che il settore della protezione antincendio, i professionisti della sostenibilità e i responsabili politici prendano sul serio questo messaggio.
Il rilascio immediato di carbonio: cosa succede quando il fuoco divampa senza controllo
Nel momento stesso in cui un incendio si innesca e si propaga oltre la fase iniziale, inizia a rilasciare anidride carbonica immagazzinata a un ritmo rapido e in gran parte incontrollato. Un rapporto del 2010 di FM, basato su test antincendio su larga scala in abitazioni private, lo dimostra chiaramente: un incendio in una singola stanza, lasciato bruciare senza sistemi di spegnimento, ha prodotto 404 kg di emissioni equivalenti di CO2. Lo stesso scenario, con un sistema di sprinkler funzionante, ha prodotto solo 8,7 kg. Si tratta di una riduzione del 97,8%.
Gli incendi in ambito commerciale e industriale sono considerevolmente più gravi. La FEMALIE Life Safety Alliance, nel suo rapporto del 2023, stima che i costi del carbonio dovuti a incendi incontrollati siano compresi tra 33 e 90 kg per metro quadrato durante l'intero ciclo di vita di un edificio, con scenari gravi che raggiungono i 560 kg/m². Gli edifici moderni aggravano il problema: plastica, isolanti sintetici, componenti elettronici e legno trattato rilasciano non solo CO2, ma anche un cocktail di prodotti di combustione tossici. Una ricerca pubblicata su Nature Communications nel 2025 ha rilevato che i 20 incendi strutturali più distruttivi studiati sono stati responsabili del 68% di tutte le emissioni di CO2 misurate, con sostanze tossiche come il cloruro di idrogeno e il piombo che superano i tipici livelli di emissioni antropogeniche durante eventi di grande portata.
Il costo in termini di emissioni di carbonio degli incendi non cresce in modo lineare, bensì esponenzialmente con l'estensione dell'area interessata. Gli impianti antincendio a sprinkler arrestano questa crescita fin dalle prime fasi.
Oltre la combustione: detriti, demolizioni e discariche
Una volta spento l'incendio, il costo ambientale continua. La bonifica post-incendio non è il processo ordinato di recupero dei materiali tipico di una demolizione pianificata. Si tratta piuttosto della rimozione di grandi quantità di materiale strutturalmente compromesso, spesso contaminato, movimentato con macchinari pesanti e caricato su veicoli per il trasporto. La ricerca di FM ha rilevato che gli incendi incontrollati causano la combustione del 62-95% del contenuto e della struttura degli ambienti, rispetto a circa il 3% negli incendi controllati dagli sprinkler. Questa differenza si traduce direttamente nel volume di detriti da rimuovere, trasportare e smaltire.
La maggior parte dei detriti derivanti dagli incendi finisce in discarica. E le discariche comportano a loro volta delle conseguenze in termini di emissioni di carbonio: la produzione di metano dovuta alla decomposizione di materiali organici nelle condizioni di smaltimento in discarica. Il metano è un gas serra da 25 a 80 volte più potente della CO2, a seconda del periodo di riferimento. Anche il materiale non completamente consumato dall'incendio contribuisce a questo problema se non può essere recuperato o riciclato. La ricerca ambientale di FM ha inoltre individuato concentrazioni significativamente più elevate di inquinanti tossici nelle acque di deflusso provenienti da incendi incontrollati, creando requisiti per lo smaltimento di rifiuti pericolosi che comportano costi sia finanziari che in termini di emissioni di carbonio.
Il ciclo di ricostruzione e il carbonio incorporato
In molti casi di incendi gravi, i danni richiedono la completa demolizione e ricostruzione. È in queste situazioni che i costi in termini di emissioni di carbonio raggiungono la loro massima entità. La produzione di acciaio genera circa 1,8 tonnellate di CO2 per tonnellata di acciaio. La produzione di cemento ne genera circa 0,8 tonnellate. Quando un grande edificio commerciale o industriale deve essere demolito e ricostruito in seguito a un incendio, le emissioni di carbonio incorporate nella nuova struttura possono essere enormi.
Un'analisi di BRE ha rilevato che, per il patrimonio edilizio del Regno Unito, gli impianti sprinkler potrebbero ridurre le emissioni annuali di carbonio legate agli incendi dal 7,8% al 21,6% per incendio, pari a un risparmio fino a 348.000 tonnellate di CO2 all'anno a livello nazionale. Per gli edifici di oltre 5.000 metri quadrati, gli impianti sprinkler rappresentano un investimento a bilancio di carbonio positivo su un ciclo di vita di 30 anni: il costo del carbonio derivante dalla produzione, installazione e manutenzione del sistema è più che compensato dal carbonio risparmiato prevenendo ingenti danni da incendio. Swiss Re Corporate Solutions ha riscontrato che i costi totali del ciclo di vita nei magazzini dotati di impianti sprinkler sono da 3,5 a 3,7 volte inferiori rispetto a quelli di magazzini equivalenti sprovvisti di tali impianti.
La portata del problema di cui non stiamo parlando
La Home Fire Sprinkler Coalition stima che, solo negli Stati Uniti, dal 2010 siano state emesse oltre 1,8 miliardi di libbre di gas serra come diretta conseguenza della mancanza di sistemi antincendio a sprinkler nelle abitazioni. Non si tratta di un dato storico, bensì di una fonte di emissioni di carbonio continua, prevenibile e in costante aumento, intrinseca alle politiche di edilizia residenziale.
Le valutazioni di sostenibilità dei nuovi edifici tengono conto, di norma, del consumo energetico operativo, delle specifiche dei materiali e delle emissioni derivanti dal trasporto. Raramente, tuttavia, quantificano il costo in termini di emissioni di carbonio, corretto per il rischio di incendio, dell'intera struttura durante il suo ciclo di vita. Questa è una lacuna significativa nel modo in cui valutiamo le prestazioni ambientali di un edificio.
Ciò che dimostrano le prove
In tutte le fasi, dalla combustione alla bonifica del sito, dallo smaltimento allo smaltimento e alla ricostruzione, i risultati sono coerenti:
- Riduzione del 97,8% delle emissioni da combustione negli ambienti residenziali (FM Global)
- I costi totali del ciclo di vita relativi agli incendi si riducono di circa il 90% con l'utilizzo di sprinkler e del 99% se combinati con estintori portatili (FEMALIE Life Safety Alliance).
- Fino a 348.000 tonnellate di CO2 di risparmio annuo nel Regno Unito grazie all'adozione di sistemi sprinkler negli edifici commerciali e industriali (BRE)
- Prestazioni nette positive in termini di emissioni di carbonio su 30 anni per le strutture di grandi dimensioni (BRE)
- Riduzione delle emissioni di gas serra fino al 98% grazie alla prevenzione tempestiva degli incendi (Swiss Re Corporate Solutions)
- Gli incendi aumentano l'impronta di carbonio totale di un edificio durante il suo ciclo di vita dallo 0,4% al 3,7% in assenza di impianti antincendio a sprinkler, percentuale che si riduce a circa lo 0,2% con tali impianti (Fire Technology, 2010).
Una nuova prospettiva per una tecnologia ben compresa
La missione di IFSA è promuovere a livello globale i sistemi antincendio a base d'acqua. In occasione della Giornata della Terra, invitiamo la più ampia comunità impegnata nella sostenibilità a riconoscere i sistemi automatici di irrigazione antincendio per quello che i dati dimostrano essere: un componente fondamentale della strategia di prestazione ambientale di un edificio.
Per architetti, costruttori, proprietari di edifici, assicuratori e responsabili politici che lavorano per raggiungere risultati a zero emissioni nette, l'utilità degli impianti antincendio a sprinkler merita di essere presentata in termini esplicitamente ambientali, e non semplicemente come una misura di sicurezza o uno strumento di gestione del rischio. Un edificio in fiamme genera emissioni di carbonio su larga scala, spesso in modi invisibili ai tradizionali calcoli di sostenibilità. Un edificio protetto da impianti sprinkler è un edificio in cui le peggiori emissioni, e l'intera cascata di costi ambientali che ne consegue, potrebbero non verificarsi mai.

